| Quando la terra trema |
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Domanda: Qual’ è lo scenario che ti sei trovato davanti agli occhi nel momento in cui sei arrivato sul luogo del sismaLuca: Uno scenario epocale. Mentre arrivavo al quartier generale dei soccorritori, presso la Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza a Coppito (Aq), migliaia di persone ai bordi della strada che parlavano al cellulare. La mia personale “missione” sul terremoto abruzzese è iniziata alle 14.30, in uno dei luoghi simbolo di questo terribile terremoto: la Casa dello Studente, nel centro dell’Aquila. Un palazzo di quattro piani completamente sbriciolato su stesso. Nemmeno il tempo di farmi illustrare la situazione da Quirino, cinofilo Alpino della provincia di Chieti, una delle prime U.C. ad intervenire, che dal tetto dell’edificio richiedono l’intervento di una U.C.. E’ in nostro turno, il cane di Quirino ha già segnalato tre persone prive di vita ed è a riposo. La situazione non risulta semplice; i soccorritori hanno creato un pertugio profondo circa tre metri intervallato a circa 1,5 metri da una tettoia in vetro, molto scivolosa. Uno dei ragazzi del gruppo di Quirino, mi aiuta a calare Onda nella buca. Onda ha un raggio di ricerca non più grande di un 3 x 3. Dopo non più di una trentina di secondi punta il naso in buco e inizia ad abbaiare. Dove Onda ha segnalato c’è un pilone di calcestruzzo. Mi chiedono quindi di provare a calare il cane nella parte opposta al pilone, dove è stata scavata un’altra buca dai soccorritori. L’altra buca è più agibile, tanto è vero che Onda ci scende da sola. Inizia a cercare e poco dopo inizia a segnalare esattamente nella parete opposta alla precedente segnalazione, confermando quindi il punto esatto dove si trovava la persona. I soccorritori si affrettano quindi a cercare di liberare un pertugio dove Onda cercava di infilarsi, non riuscendoci poiché troppo piccolo.
Liberato un po’ il buco, ci caliamo nuovamente e Onda infilandosi nel buco, segnala nuovamente, questa volta, fa una cosa che non gli avevo mai visto fare, ossia inizia a scavare e a prendere in bocca un’assetta di compensato incastrata tra le macerie, cercando autonomamente di aprirsi un varco. La segnalazione è inequivocabile, anche se sia io e sia i soccorritori presenti ci guardiamo e ci domandiamo come potremo mai aprire ulteriori spiragli senza l’ausilio della ruspa!!! I soccorritori provano ugualmente. Per altro, tra loro c’è anche un parente di una ragazza che è sotto le macerie. Riaprendo ulteriormente un piccolo spiraglio, emerge una coperta e un cellulare. Onda continua a segnalare lo stesso punto ma la possibilità di continuare a scavare con i mezzi a disposizione è praticamente impossibile. Vengo chiamato per una ulteriore conferma all’ingresso della Casa dello Studente. La conferma di Onda, non è nient’altro che un proforma, nel senso che non fa nient’altro che segnalare un punto dove esce una voce che risponde al nome di Matteo. Anche in questo caso le possibilità di raggiungerlo sono molto remote. Alle 18.00 arrivano le prime 3 unità cinofile dei Vigili del Fuoco e comprendiamo che il nostro lavoro li è terminato. Il nostro lavoro, svolto con altre unità cinofile Alpine provenienti da Verona e Bergamo, proseguirà sino a mezzanotte a Onna. L’indomani, il nostro lavoro si è poi spostato nel luogo dell’epicentro: Paganica. Domanda: Ci sono state molte polemiche in merito all’organizzazione dei soccorsi; qual’è stata la tua esperienza personale Luca: Ciò che ha reso abbastanza rapido l’intervento dei soccorritori è stato che il sisma è accaduto in un capoluogo di provincia e nelle sue immediate vicinanze. Erano molti infatti i soccorritori presenti sul luogo già al mattino. La maggior parte delle unità cinofile sono arrivate in serata. Sino alle ore 18.00, le uniche unità cinofile alla Casa dello Studente eravamo io e Quirino.Mentre per i soccorritori non cinofili, le prime ore sono state particolarmente caotiche e poco coordinate, il passare del tempo e l’arrivo dei supporti logistici ha fatto si di rendere i soccorsi molto più fluidi, organizzati e ben cadenzati, i soccorritori cinofili, sono sempre stati privi di alcun coordinamento. Infatti, soprattutto in un paese completamente raso al suolo come Onna ed in gran parte anche Paganica nessuno sapeva quali fossero i siti già bonificati dalle unità cinofile e quali no. Non vi erano i segnali con vernice spray rossa, coma da disposizioni INSARAG, dove erano state estratte delle persone. Nessuno scandiva i tempi di lavoro delle squadre cinofile, dei cani di conferma. Un altro problema era la sicurezza: in alcuni siti vi era ancora sia gas che corrente!!!Quanto detto, fa riferimento al Quando e al Quanto le unità cinofile in una macro calamità dovrebbero lavorare. Poi bisognerebbe parlare anche del Come. A parlare del Come, rischierei di diventare molto polemico e quindi mi limito a dire che ognuno di noi che ha prestato soccorso in Abruzzo, dovrà fare i conti con la propria coscienza. Prima o poi comunque, la Politica della Cinofilia da Soccorso dovrà regolamentare quel manipolo di incoscienti che portano in situazioni reali: cuccioloni, cani che non marcano, cani che non salgono sulle macerie, ecc., ecc. Domanda: quali erano i tuoi pensieri mentre tornavi a casa Luca: Fintanto che si è concentrati e in tensione su ciò che si sta facendo, sulla stanchezza e sulle continue scosse di terremoto, si è come frastornati. Quando si torna a casa, vi è uno scarico della tensione accumulata, ed è il momento peggiore, perché tornano alla mente i fotogrammi, i suoni, le voci, la terra che trema. Domani 15 Aprile, parto per Lubiana in Slovenia, insieme a Katia che sarà il mio angelo traduttore nell’intervento che farò al 12^ International IRO Rescue Dogs Symposium , sul lavoro delle unità cinofile da soccorso intervenute nel sisma del 6 Aprile scorso in Abruzzo. Mi auguro di riuscire a fare un intervento lucido, senza farmi governare dall’emozione. Non sarà molto piacevole rivedere certe immagini e parlare della mia esperienza. Ho compreso però che è molto importante scambiarsi le esperienze, studiare le situazioni catastrofali, per poter migliorare il nostro prezioso lavoro di unità cinofile su macerie. Il mio augurio è anche quello che le Istituzioni smettano di fare così tante resistenze per la costruzione di nuovi campi macerie, per addestrare i tanti acclamati angeli a quattro zampe. ADF |
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Pubblichiamo l'intervista fatta a Luca, che con Onda, sono stati tra le prime unità cinofile da soccorso ad arrivare a L'Aquila. Il lunedì mattina Luca, si trovava al Centro X-PLORER di Grosseto, avendo condotto il sabato e domenica precedente uno stage di Soccorso Nautico...
Domanda: Qual’ è lo scenario che ti sei trovato davanti agli occhi nel momento in cui sei arrivato sul luogo del sisma
La situazione non risulta semplice; i soccorritori hanno creato un pertugio profondo circa tre metri intervallato a circa 1,5 metri da una tettoia in vetro, molto scivolosa. Uno dei ragazzi del gruppo di Quirino, mi aiuta a calare Onda nella buca. Onda ha un raggio di ricerca non più grande di un 3 x 3. Dopo non più di una trentina di secondi punta il naso in buco e inizia ad abbaiare. Dove Onda ha segnalato c’è un pilone di calcestruzzo. Mi chiedono quindi di provare a calare il cane nella parte opposta al pilone, dove è stata scavata un’altra buca dai soccorritori. L’altra buca è più agibile, tanto è vero che Onda ci scende da sola. Inizia a cercare e poco dopo inizia a segnalare esattamente nella parete opposta alla precedente segnalazione, confermando quindi il punto esatto dove si trovava la persona. I soccorritori si affrettano quindi a cercare di liberare un pertugio dove Onda cercava di infilarsi, non riuscendoci poiché troppo piccolo.
Liberato un po’ il buco, ci caliamo nuovamente e Onda infilandosi nel buco, segnala nuovamente, questa volta, fa una cosa che non gli avevo mai visto fare, ossia inizia a scavare e a prendere in bocca un’assetta di compensato incastrata tra le macerie, cercando autonomamente di aprirsi un varco. La segnalazione è inequivocabile, anche se sia io e sia i soccorritori presenti ci guardiamo e ci domandiamo come potremo mai aprire ulteriori spiragli senza l’ausilio della ruspa!!! I soccorritori provano ugualmente. Per altro, tra loro c’è anche un parente di una ragazza che è sotto le macerie. Riaprendo ulteriormente un piccolo spiraglio, emerge una coperta e un cellulare. Onda continua a segnalare lo stesso punto ma la possibilità di continuare a scavare con i mezzi a disposizione è praticamente impossibile.
La conferma di Onda, non è nient’altro che un proforma, nel senso che non fa nient’altro che segnalare un punto dove esce una voce che risponde al nome di Matteo. Anche in questo caso le possibilità di raggiungerlo sono molto remote. Alle 18.00 arrivano le prime 3 unità cinofile dei Vigili del Fuoco e comprendiamo che il nostro lavoro li è terminato.
Luca: Ciò che ha reso abbastanza rapido l’intervento dei soccorritori è stato che il sisma è accaduto in un capoluogo di provincia e nelle sue immediate vicinanze. Erano molti infatti i soccorritori presenti sul luogo già al mattino. La maggior parte delle unità cinofile sono arrivate in serata. Sino alle ore 18.00, le uniche unità cinofile alla Casa dello Studente eravamo io e Quirino.
Infatti, soprattutto in un paese completamente raso al suolo come Onna ed in gran parte anche Paganica nessuno sapeva quali fossero i siti già bonificati dalle unità cinofile e quali no. Non vi erano i segnali con vernice spray rossa, coma da disposizioni INSARAG, dove erano state estratte delle persone. Nessuno scandiva i tempi di lavoro delle squadre cinofile, dei cani di conferma. Un altro problema era la sicurezza: in alcuni siti vi era ancora sia gas che corrente!!!
Luca: Fintanto che si è concentrati e in tensione su ciò che si sta facendo, sulla stanchezza e sulle continue scosse di terremoto, si è come frastornati. Quando si torna a casa, vi è uno scarico della tensione accumulata, ed è il momento peggiore, perché tornano alla mente i fotogrammi, i suoni, le voci, la terra che trema.

