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Domenica scorsa si è concluso il corso di specializzazione per
Istruttori di cani da soccorso per la ricerca di persone travolte da
macerie. I due week-end del corso sono stati intervallati dal
terremoto in Abruzzo e questo, ha inesorabilmente mutato l’approccio a
questo corso, da parte sia dei partecipanti e sia dei docenti.
Il primo week-end (28 feb e 1 Mar 2009), svoltosi presso il Centro Polifunzionale D’Emergenza della Croce Rossa Italiana di Bresso (Mi), è servito per gettare le basi sulla specialità.
La parte teorica è stata incentrata sulle strategie e metodologie di ricerca su macerie, sugli ausili extra cinofili, nonché sull’emotività del conduttore.
La parte pratica è stata incentrata sulla costruzione del cane da soccorso su macerie, sulla palestra e sull’analisi e le differenze degli esami operativi ENCI, IRO, CRI, VVFF.
Nella serata di sabato, tra le 21 e le 24, gli allievi si sono cimentati in una ricerca notturna, seppur in uno spazio ridotto, ma pregno di disturbi di ogni genere. Questa simulazione, ha evidenziato nel debreafing mattutino, l’importanza delle stimolazioni precoci dei cuccioli e della motivazione dei cani durante il lavoro di ricerca.
Questi due fattori, sono determinanti per l’efficacia e l’efficienza di un cane da ricerca. Per prima cosa, il cane non dev’essere preoccupato o peggio spaventato dai forti rumori, ma anche da altri disturbi presenti sul luogo (cibo, giochi, persone, ecc). La componente MOTIVAZIONE nel raggiungere l’obiettivo, ossia: perseguire l'odere dell'uomo e marcarlo con precisione, porta il cane ad ignorare tutto ciò che non rappresenta l’odore primario dell’uomo sepolto.
Nel secondo week-end (16 e 17 Mag 2009), tutto il gruppo si è trasferito sull’Altopiano di Folgaria (Tn). Qui lo scenario è decisamente diverso, molto realistico. I fortini della prima guerra mondiale semi o parzialmente distrutti, sono una palestra ideale per lavorare su scenari molto ampi, sull’indipendenza del cane, sulla penetrazione, sulla micro segnalazione e molto altro.
Nella prima giornata siamo al Forte del Passo Sommo. Per raggiungerlo, ci vogliono 40 minuti a piedi. Il tempo è fortunatamente clemente e quindi il lavoro è decisamente più piacevole. L’ultimo lavoro della giornata è incentrato sulla ricerca plurima con jackpot finale.
E’ decisamente soddisfacente lavorare con binomi molto preparati e con della basi tecniche comuni e molto ben consolidate.
I Docenti decidono di far scattare un allarme notturno, col fine di inoculare a cani e conduttori due componenti che in operatività rappresentano la regola: stress e stanchezza. Alle 3.32 del mattino suona la sveglia. Tutti in piedi, niente caffè o te, solo 20 minuti per prepararsi e salire in macchina. Alle 4.00 si parte verso un forte che gli allievi non conoscono e i cani non hanno lavorato.
L’area da perlustrare è molto grande. Ha una parte interna con corridoi lunghissimi, una parte esterna molto insidiosa e il tetto con qualche punto pericoloso. Il Team Leader distribuisce i propri binomi in tutte e tre le aree. I disturbi presenti nella zona di ricerca, non sono molti; ma quei pochi che ci sono fanno molto bene il loro “mestiere”...
All’interno di alcune buche sono stati inseriti cellulari che squillano, coperte e sacchi a pelo utilizzati durante la notte e pesce avariato collocato proprio vicino ad un figurante.
Alle 5.30 ormai è chiaro e i figuranti sono stati ritrovati. E’ il momento del debreafing, dal quale è emerso che:
- Lo stress e la stanchezza giocano un ruolo determinante in un lavoro dove sia bipede e quadrupede devono mantenere il massimo della concentrazione. Stress e stanchezza, vanno quindi ad inficiare sulla performance del binomio. Troppo poco si lavora in addestramento e nelle esercitazioni su questi due aspetti, in quanto si ritengono degli eccessi (come alzarsi alle 3.32)!!! poi le unità cinofile vanno in operatività e crollano sui nervi…
- Il buio. Non sempre le UCS in operatività lavorano in assenza di luce, anche se a volte capita. Il concetto di lavorare al buio, aiuta il binomio a concentrarsi, a capire dove si trova rispetto a dove deve andare, a scrutare, ad avere il senso dello spazio, a far passare delle aree consapevolmente e non a cercare a caso, senza sapere cosa è stato fatto passare dal cane e cosa no. In aree di ricerca molto grandi, come un Paese, devi essere in grado, sempre, di poter dare la tua posizione.
- Senso di appagamento. Il fatto di far trovare un figurante posto in un luogo semplice è un’ottima tecnica per mettere in crisi i binomi stessi. Poiché chi non ha la capacità di fidarsi del cane, il fatto che lo stesso dopo pochi secondi dall’invio già segnali, viene assalito da una montagna di dubbi!!! Quei conduttori invece che hanno maggior stima del proprio ausiliare, vengono ingabbiati in un senso di appagamento che li porta a scaricare adrenalina e ad assumere un atteggiamento più blando nelle proseguo delle ricerche. Il conduttore da cani da soccorso non dovrebbe essere mai pago! Non deve pensare: “comunque vada, io uno l’ho trovato”!!! Per questo è importante che tecnicamente nemmeno i cani si sentano “ripagati” del loro lavoro dopo il primo ritrovamento.
- La destrezza e la capacità di muoversi in luoghi disastrati, mantenendosi sempre in posizioni di sicurezza. In addestramento, certe aree di ricerca si ha la tendenza ad escluderle, poiché ritenute troppo pericolose. Dato che in operatività i siti in cui si lavora sono tutt’altro che sicure, in allenamento, forse, varrebbe la pena imparare a valutare come affrontare le aree a rischio, in sicurezza, piuttosto che evitarle…
- Il senso di operatività. Quando si fa una esercitazione-simulazione i binomi tendono a pensare dove l’Istruttore possa aver messo il figurante, anziché mandare il cane dove potrebbe invece prendere l’odore. Questo errore porta il conduttore ad auto condizionarsi e di conseguenza a condizionare il lavoro del cane.
- Non ultimo la capacità di trasmettere al cane la nostra compiacenza, per il buon lavoro svolto, senza che nessuno dalla buca, riemerga con il suo gioco preferito!!!
E’ inutile sottolineare, che il figurante posto accanto al pesce avariato ha messo in difficoltà più di un binomio.
Come conclusione di questo percorso formativo, l’argomento più idoneo è stato l’intervento delle Unità Cinofile al terremoto del 6 Aprile in Abruzzo.
Un sincero ringraziamento, va a tutti i partecipanti e ai loro cani che hanno partecipato a questo corso di specializzazione, trasformatosi in una vera e propria esperienza di vita.
L.M.
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