| Stage di Specializzazione IRO Test |
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Lo scorso week-end, presso il Centro X-PLORER di Faloppio, si è tenuto il primo dei due week-end dedicati all’esame Internazionale per Unità Cinofile da Soccorso in Superficie, riservato a Istruttori e/o Allievi Istruttori del Centro di Formazione Cinotecnica X-PLORER. Seppur in Italia l’I.R.O. (International Rescue Dog Organisation) e i suoi esami sono ancora poco conosciuti, nel resto d’Europa, in Sud America, Giappone, Emirati Arabi e Canada rappresentano la regola, anzi, nel maggior parte dei paesi citati, rappresentano l’unico modo per potersi certificare:”Unità Cinofila da Soccorso”. I cosidetti IRO Test, ossia gli esami di abilitazione dell’International Rescue Dog Organisation per Unità Cinofile da Soccorso da adibire nella ricerca in superficie, macerie, valanghe e soccorso in acqua, sono tutt’altro che una passeggiata; forse per questo in Italia, salvo rarissime eccezioni, vengono sapientemente ignorati. L’ IRO Test è suddiviso in tre fasi: una parte deputata ad un programma di obbedienza, una all’attrezzistica e una alla specialità (superficie, macerie, valanghe, acqua). Programma di obbedienza: - Piede senza guinzaglio - Seduto durante la marcia e ritorno - Terra durante la marcia e richiamo - In piedi durante la marcia e richiamo - Riporto di un oggetto in uso alla U.C.S. - Strisciare - Invio in avanti (40 metri) + terra - Terra con distrazioni Le modifiche apportate al regolamento, da parte della Commissione Tecnica IRO in questi ultimi anni, sono state per certi versi radicali e per altre avveniristiche: 1. La sequenza del programma di obbedienza non ha mai lo stesso ordine. Infatti la sequenza viene estratta a sorte e quindi diversa ogni volta. Ciò per evitare che i conduttori, nel training meccanizzino il lavoro, ripercuotendosi inesorabilmente anche nel lavoro di ricerca; 2. La penalizzazione di quei binomi, i cui conduttori abbiano utilizzato forme di coercizione, oppure palesi forme di condizionamento a “stimolo”, tipo: braccio sinistro alzato, camminata innaturale, pugni chiusi, braccia raccolte, ecc.. Lo stile di obbedienza richiesta è quella più simile possibile all’Obedience, rispetto a quella di Utilità e Difesa, tanto per intenderci. 3. Oltre ai due colpi di pistola sparati in modo casuale nel programma di obbedienza, durante la condotta senza guinzaglio vengono inseriti dei disturbi sonori, ogni volta diversi (motosega, megafono, ecc.) Programma di attrezzistica: - Asse instabile (piena) - Bascula - Scala orizzontale (vuota) - Salto in lungo - Tubo rigido - Attraversamento di una superficie sconnessa - Invii direzionali a distanza - Trasporto del cane da parte di uno sconosciuto Le difficoltà che si incontrano maggiormente, sono rappresentate dalla diversità degli attrezzi che si incontrano in giro per l’Europa, sedi degli esami, almeno per noi. La differenza di attrezzatura si superava abbastanza bene, sino a Dicembre 2008, poiché era concesso ai binomi di provare, il giorno precedente all’esame sia il campo di obbedienza, ma, soprattutto gli attrezzi. Dal Gennaio 2009, ciò non è più concesso!!! L’esercizio più complesso dell’attrezzistica è senza dubbio quello degli invii direzionali. L’esercizio consiste nell’inviare il cane verso un cono distante 20 metri, dopodiché il cane viene inviato su dei tavoli che, collocati a triangolo rispetto al cono, distano 40 metri dallo stesso. Ovviamente la sequenza decisa dal Giudice non è sempre la stessa, quindi gli invii possono essere: dex, centro, six oppure centro, six, dex, e via dicendo… Questo esercizio ha molteplici insidie, in primis: le ragguardevoli distanze. Allenarsi su questo esercizio è anche un problema logistico, nel senso che necessita di una campo non inferiore a 70 x 50 mt.. Ebbene, dal Gennaio 2009, questo esercizio è stato ulteriormente complicato, infatti lo stallo, ovvero il cono, dove il cane deve transitare prima di essere inviato, può essere un qualsiasi altro oggetto, tra cui: un ombrello, un ombrellone, una sedia o quant’altro similare. La valutazione dei giudici IRO, viene espressa in punti. Nell’obbedienza sono 50 i punti a disposizione, così come nell’attrezzistica. Il binomio per poter superare l’esame, deve raggiungere un punteggio minimo di 35 punti in ogni sessione. Diversamente, anche se la prova di ricerca fosse positiva, l’esame non viene superato. Prova di specialità La ricerca in superficie e macerie hanno due livelli “A” e “B”, mentre le valanghe e l’acqua ne hanno tre: “A”, “B” e “C”. Ricerca in Superficie: nella prova “A” sono due i figuranti (collaboratori del Giudice), che vengono nascosti in un terreno di 100 x 200 metri. Il tempo massimo disponibile è di 15 minuti. Il conduttore non può muoversi liberamente nell’area, ma deve rimanere sempre nel centro del settore, indicato con dei cartelli. Può accedere nell’area solo quando il cane segnala chiaramente il ritrovamento del figurante. Il Conduttore, non può tornare indietro sui suoi passi, può solo andare avanti. La prova “B” invece il terreno è di 100 x 300, i figuranti sono da 3 a 6 e il tempo massimo è di 20 minuti fino a 4 figuranti, 30 minuti se sono più di 4. Ricerca su macerie: nella prova, l’area di macerie dev’essere almeno di 3.000 mq.; mentre nel “B” almeno 6.000 mq.. Tutto il resto è simile alla superficie in termini di tempo e numero di figuranti. Anche nelle macerie, il conduttore non può entrare o salire sulla maceria sino a quando il cane non ha marcato, o comunque non prima che il Giudice dia il benestare. E’ tutt’altro che un dettaglio marginale, quando la ricerca viene effettuata in un caseggiato a più piani. Il conduttore, anche in questo caso, può entrare solo dopo che il cane ha marcato, per poi riuscire nuovamente. Ricerca su valanghe: le differenze, tra la prova “A”, “B” e “C”, sono determinate dal numero dei figuranti, dall’ampiezza dell’area e dalla profondità in cui vengono posti i figuranti stessi. Sono 200 i punti in palio per le prove di fiuto, 140 è il punteggio minimo per superare la prova. 120 Punti sono legati al ritrovamento dei figuranti, mentre 80 sono assegnati dal Giudice. I Giudici IRO penalizzano: - La non conducibilità del cane durante la ricerca - L’inobbedienza del cane durante la ricerca - La scarsa indipendenza del cane - Il marcaggio del cane - L’eventuale interazione del cane con il figurante al ritrovamento (molto penalizzata) - Non far coprire al cane tutti i settori all’interno dell’area Tutte le variabili suesposte, inseriscono gli Esami I.R.O., tra le attività-discipline più articolate e complesse di tutto il panorama cinofilo. La bravura dell’Istruttore è quella di riuscire a pianificare un training in grado di tenere sempre ben equilibrato il sottile filo che divide motivazioni intrinseche rispetto a quelle estrinseche. Nel lavoro di ricerca è necessario ricorrere alle motivazioni intrinseche, sino ad arrivare all’autogratificazione. Diversamente il cane risulterebbe lento, apatico o comunque non riuscirebbe a dare il 110%; percentuale necessaria per superare le prove di ricerca degli I.R.O. Test. Nelle prove di obbedienza e attrezzistica, vista la complessità degli esercizi, ricorrere al condizionamento operante risulta utile oltre che necessario. Ricorrendo sistematicamente a gratificazioni che stimolano motivazioni estrinseche e quindi cognitive, si ottengono spesso performance fluide e precise. Per un cane però che trova altamente gratificante il lavoro di ricerca, metterlo sul campo in ripetuti esercizi di obbedienza, talvolta risulta non edificante. Nell’addestramento è da escludersi completamente qualsiasi tipo di forma di meccanizzazione degli esercizi, data la variabilità con cui viene richiesto di eseguirli. De escludersi inoltre qualsiasi forma di coercizione, oltre che inutile e decisamente superata, risulterebbe poi deleteria nell’iniziativa e nell’intraprendenza del cane in ricerca. Nella costruzione e nell’allenamento degli esercizi di obbedienza e attrezzistica, risulterà altresì necessario modulare, gestire, sino ad estinguere gli aiuti gestuali o verbali. Un cane che si abitua a ricevere continuamente aiuti e/o correzioni, se le aspetta sempre, ricerca compresa. Peccato che poi in ricerca non siamo in grado di fornirgliene… Anche eccessive forme di centripetismo non aiutano. Infatti accentrare il cane su di se, significherebbe poi togliere la giusta indipendenza che il cane deve avere durante la ricerca. Per evitare gran parte delle problematiche suesposte è necessario puntare sulla qualità del lavoro, anziché sulla quantità, ovvero: sedute di addestramento brevi e pianificate nei minimi particolari. L’opposto della meccanizzazione è la variabilità!!! Durante il training è necessario oltre che variare continuamente, somministrare disturbi di ogni tipo, soprattutto in ricerca ma anche nell’obbedienza e nell’attrezzistica. Con l’applicazione delle nuove disposizione di cui sopra, Luca con Onda, nel febbraio scorso a Brunico (I), hanno superato l’IRO “A” su valanghe ; mentre con Jordan, nell’Aprile scorso a Wengen (CH), hanno superato l’IRO “A” su macerie. Luca è a disposizione per coloro che fossero interessati ad organizzare stage, corsi o simposi teorico-pratici sugli IRO Test in superficie, macerie, valanghe.
Per contatti: Luca Migliavacca, cell. 338.1371226 – mail
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