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Fin dalla partenza si è capito che i colleghi sloveni non scherzano,
infatti una serie di coordinate geografiche sono le uniche indicazioni
che ci hanno fornito per individuare il campo base che costituirà per
ben quattro giorni il cuore dell’esercitazione di ricerca su superficie
e macerie organizzata dalla KINOLOŠKA ZVEZA SLOVENIJE (Associazione Slovena di unità cinofile da
soccorso)
Siamo partiti mercoledì 26 agosto per raggiungere in serata il lontano campeggio a nord di Lubjana per la registrazione dei partecipanti e l’allestimento del campo base.
L’oramai storico furgone azzurro del capo è stracarico di attrezzature cinofile e da campeggio, vestiti e viveri, siamo solamente in tre con quattro cani ma per essere pronti a ogni evenienza il materiale da portare è sempre molto.
Luca parteciperà all’esercitazione con ben due cani (Onda e Jordan), Alessandra con Alinghi e io (Filippo) con Flanella; partiamo con molta convinzione e maciniamo velocemente i quasi 700 chilometri che ci separano dalla destinazione. Il tempo passa velocemente, gli argomenti per fare conversazione non mancano e in un attimo ci troviamo oltre confine, il paesaggio cambia e la voglia di arrivare cresce.
I primi sospetti ci vengono quando l’asfalto finisce bruscamente per lasciare il posto ad una stretta stradina sterrata che serpeggia per i monti sloveni. Seguiamo il navigatore fidandoci di tutti i satelliti che silenziosamente ci sorvolano ma ad ogni curva che affrontiamo la spiacevole sensazione che qualche cosa non funziona è sempre più forte. Scopriamo infatti che per qualche strano motivo siamo finiti a circa sessanta chilometri dalla destinazione prevista, ad aggravare le cose un incidente stradale e due passi da superare contribuiscono a ritardare il nostro arrivo fino alle 20.15.
Ancora frastornati dalle incredibili serie di curve che abbiamo affrontato (sempre con Luca al volante) ci iniziamo ad orientare tra le tende e i camper del campo base. Nonostante il buio riusciamo in tempo record a montare le due tende che ci ripareranno per le prossime quattro notti e con un filo di emozione ci prepariamo alla notte, siamo sicuri che domani sarà una grandissima giornata di lavoro.
Sveglia alle 6.15, l’umidità è molta ma portando i cani a fare i bisogni ci si riscalda velocemente, alle 8.00 è prevista la cerimonia di inizio lavori. Tutti i partecipanti sono stati divisi in gruppi in base ai livelli, ci schieriamo ordinatamente dietro il cartello che riporta il nostro numero, il colpo d’occhio è impressionante dodici file composte da una media di nove cani per un totale di oltre cento unità cinofile. Io ed Alessandra siamo nello stesso gruppo mentre Luca è da solo; poche parole (incomprensibili) e si parte per i vari campi di lavoro. Puntualità, efficienza e serietà descrivono bene l’aria che abbiamo respirato durante tutte le esercitazioni.
Non facciamo in tempo a metterci in moto che l’organizzazione ci mette alla prova, i mezzi di trasporto per le zone di lavoro sono messi a disposizione dalla Protezione Civile, si tratta di camion furgonati sui quali tutti i binomi devono viaggiare ammassati nel cassone, visto che la socialità non è un optional non ci resta che sfoderarla tutta in un colpo. A parte qualche perplessità iniziale (soprattutto dei conduttori) tutto procede bene e ben presto ci abituiamo a viaggiare in questa maniera.
Per ben quattro giorni abbiamo avuto modo di lavorare in molteplici locations estremamente interessanti dal punto di vista tecnico ma anche intrise di un’atmosfera surreale che ha contribuito ad immergerci completamente in quest’esperienza. Abbiamo messo alla prova i nostri cani all’interno di abitazioni abbandonate, ispezionato fienili e scalato montagne di trucioli di legno all’interno di una segheria. La perfetta organizzazione slovena non ci ha nemmeno fatto mancare una prova di ricerca in un campo raggiungibile solamente grazie ad una teleferica improvvisata su di un corso d’acqua con corde ed imbragature.
Durante tutte queste esperienze abbiamo potuto osservare il metodo di lavoro utilizzato dagli istruttori dei nostri gruppi, sebbene le linee di base per la costruzione del lavoro siano le stesse che utilizziamo normalmente è stato possibile fare tesoro di diverse sfumature, interpretazioni ed accorgimenti che arricchiscono la nostra esperienza.
Ogni giorno si finisce di lavorare alle 14.00 in punto, con circa sei ore di lavoro sul campo alle spalle ci si concede volentieri qualche ora di riposo; appena si accendono le luci del campo inizia un complicatissimo via vai di persone tra un gruppo di tende e l’altro. Ci sono moltissimi nuclei che arrivano da tutta Europa e, proprio come nelle barzellette, ci si ritrova tra un tavolo e l’altro cercando di convincere il vicino che le specialità culinarie del proprio paese sono le migliori. Inutile dire che noi italiani in questo gioco ci troviamo particolarmente a nostro agio, e anche se in un primo momento gli amici sloveni sono partiti in vantaggio offrendoci degli squisiti “cevapcici” (una specie di salamella alla brace) quando Luca sfodera dal furgone una cassa di Inferno, grappa barricata, salame nostrano e un formaggino d’alpeggio il gioco è fatto, si annullano tutte le differenze di nazionalità con i relativi problemi di lingua per passare una splendida serata in compagnia.
I giorni passano veloci segnati sempre dalla stessa routine, sveglia presto, lavoro duro e meritato riposo. Nemmeno la pioggia che per due giorni ci ha inumidito fino al midollo è riuscita ad affievolire il rodato ritmo di questo splendido raduno.
Troppo presto arriva domenica, affrontiamo l’ultima sessione di lavoro su macerie per entrambi i nostri gruppi notando con molta soddisfazione che non solo i nostri cani hanno ancora parecchie energie da dedicare alla ricerca ma il lavoro svolto ha portato degli ottimi frutti infatti ogni cane, ognuno a suo modo, è avanzato tecnicamente per tutta la durata dello stage.
Alle 15.00, dopo avere smontato i rispettivi campi base, si conclude ufficialmente l’esercitazione. Ripartiamo alla volta di casa stanchi ma contenti con il pensiero già rivolto alla prossima avventura.
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